Lettera Aperta agli alunni delle quinte classi

Separazione, distacco e lontananza. Memoria, interiorizzazione e approfondimento, vie verso la maturità.

Cari amici delle quinte classi,
nel Vangelo di Giovanni, Gesù, nei suoi “discorsi di addio”, esclama: “E’ bene per voi che io me ne vada”. Anche le nostre vite si separano, e intraprenderanno nuove vie in un movimento necessario di distacco. E’ la sfida di ogni relazione. E’ difficile, ma necessario. “Solo il seme che muore dà frutto. Solo ciò che dà frutto è vero. E’ difficile mettere al mondo, è difficile prendersi cura di ciò che si è fatto esistere, ma ancor più difficile è lasciar andare. Senza questo passo (mai indolore) ciò che abbiamo fatto esistere muore e noi pure. E’ legge di vita (Goethe)”.
Quest’anno poi il Covid19 ha anticipato questo movimento aggiungendo anche quello della lontananza. Una velata tristezza ha intessuto i nostri sporadici dialoghi a distanza.

Né presenza, né sguardi, né “gita scolastica”, né cena di fine anno, né abbracci. Ma paradossalmente sono proprio i periodi bui della nostra esistenza a rivelarsi occasioni di nuove possibilità, di purificazione delle nostre attese e dei nostri sogni. Viene un’ora nella vita di ciascuno di noi in cui siamo posti di fronte alla verità, in cui ci viene data l’occasione di dare senso e compimento alle nostre esistenze.
Separazione, distacco e lontananza oggi sono come ferite, domani saranno feritoie da dove scorgere nuove vie di maturità e responsabilità. E’ il futuro che ci viene incontro per poter passare dalla tristezza alla vera gioia. La memoria delle parole dette e non dette illuminerà le vostre giornate, sarà balsamo per superare difficoltà ed egoismi e vi innesterà in novità di vita più fraterna e solidale. L’esperienza di essere stati insieme per anni nella stessa aula vi consegnerà a una verità più profonda : siamo tutti sulla stessa barca, segnati da una stessa fragilità che chiede solidarietà. Il vissuto scolastico, talvolta affrontato con superficialità e con reazioni banali, tornerà prepotente alla visione, cercando interiorizzazione e approfondimento.
Memoria, interiorizzazione e approfondimento appartengono a quel paradossale linguaggio di ogni separazione, distacco e lontananza. La nostalgia delle esperienze vissute, l’eco delle parole, i volti e gli sguardi incrociati vi abiteranno e li riscoprirete con stupore e meraviglia. Vi nutrirete di nostalgia non per rivangare un passato che non ritorna, ma per curare il futuro. Perché in questo consiste la maturità: curare la libertà e la responsabilità per gli altri, curare l’ambiente e la propria professionalità come chiamata a trasformare il mondo. Se dunque tutto ciò deve accadere ed essere portato a compimento, è bene che le nostre vite si separino.
Auguriamo a tutti voi un cammino di libertà verso quella maturità che trova nella responsabilità per sé, per gli altri e per il mondo, la sua autentica umanità.
Buon cammino…

Giugno 2020

Gli insegnanti di religione