Gli alunni del corso serale scoprono il fascino del teatro

Gli alunni del corso serale accompagnati dalla prof.ssa Cantarella Daniela, hanno assistito con interesse allo spettacolo teatrale “Il Gabbiano” di Anton Cechov, in questi giorni in programmazione al teatro Stabile di Catania.
Il “Gabbiano” è il dramma di Cechov delle illusioni perdute, che affronta la tematica di un’umanità delusa dalla vita.Il titolo dell’opera viene da un accostamento simbolico: quello fra l’ignara felicità di un gabbiano che, volando sulle acque di un lago, viene stroncata dall’oziosa indifferenza di un cacciatore, e la sorte di una fanciulla, Nina, che sulle rive dello stesso lago si innamora di Trigorin, il quale senza cattiveria, anzi cedendo a una sorta di fatalità, approfitta della sua femminile smania di aprire le ali, la porta via con sé a fare l’attrice, la rende madre di un bimbo che però muore, e la lascia infine tornare a casa distrutta.

La compagnia del Teatro Stabile di Genova, che ha messo in scena l’opera, diretta dal regista Marco Sciaccaluga, si è distinta per la bravura degli attori protagonisti: ad esempio Elisabetta Pozzi, che incarnava Irina, un’attrice chiusa nel proprio egoismo artistico, incapace di intuire le richieste di affetto e di comprensione artistica del figlio Kostantin, interpretato da Francesco Sferrazza Papa.
Questa di Sciaccaluga è un’edizione di grande impatto che utilizza il testo originale del 1895,antecedente alle modifiche imposte dalla censura zarista.
Lo spettacolo, realizzato con scenografia sapiente,si evolve in una fucina di emozioni,di tensioni e di conflitti tra le diverse generazioni che non lasciano lo spettatore indifferente.
L’opera ha portato gli studenti a riflettere sulle tante sfaccettature dell’animo umano, facendo ritrovare loro diverse tematiche letterarie affrontate nel percorso di studi come, ad esempio, la forma del teatro, il teatro nel teatro e la rappresentazione dell’artista decadente.
Questa esperienza teatrale è stata momento di grande valenza formativa per gli studenti. Molti hanno lasciato il teatro commentando che quest’opera ha reso vivi gli argomenti di studio e sicuramente ha “…impresso loro un pizzico di saper in più".

Prof.ssa Daniela Cantarella