Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne: la scuola per un profondo cambiamento culturale

Anche quest’anno, nonostante le misure restrittive imposte dal deterioramento della situazione generale in cui versa il paese a causa della pandemia, l’IIS “E. De Nicola”, come già negli anni passati e in diverse occasioni, ha ribadito la sua protesta nei confronti dei ripetuti episodi di violenza sulle donne, sottolineando la necessità di adottare un profondo cambiamento culturale superando ogni forma di violenza e di sopraffazione. Questi i temi affrontati in occasione dell’incontro - testimonianza tenutosi giovedì 26 novembre in modalità remoto attraverso la piattaforma Microsoft Teams.

All’evento, curato dai docenti Lazzaro Napolitano, Cinzia Vasile e Rossana Barbagallo e facente parte di un percorso più ampio incentrato sull’educazione alle pari opportunità e sulla prevenzione della violenza di genere, oltre ai rappresentanti d’Istituto e agli alunni delle classi quinte, ha partecipato con la sua preziosa testimonianza l’avv. Vincenza Rando, vicepresidente nazionale e responsabile del settore legale dell’associazione Libera. Dopo il saluto della Dirigente Scolastica Prof.ssa Antonella Lupo e sin dalla presentazione dell’argomento, si è posto l’accento sulla necessità di superare luoghi comuni e stereotipi, sociali e culturali, legati alla figura della donna e, quindi, di abbracciare una visione delle differenze come ricchezza e non come fondamento di una presunta gerarchia, a sua volta origine di violenze e discriminazioni. In particolare, l’avv. Vincenza Rando, durante il suo intervento, ricordando alcuni episodi di femminicidio, si è soffermata sulla tragedia che ha visto come vittima un’adolescente, violentata e uccisa da tre ragazzi anch’essi minorenni. L’episodio, chiaramente agghiacciante, evidenzia tra l’altro, come commenta la stessa Rando, una grave desertificazione emotiva e un vuoto che la scuola è chiamata a colmare.
Quindi, proseguendo il suo intervento, l’attenzione dell’avvocata si è concentrata sulla storia di Lea Garofalo, simbolo di coraggio, immagine e storia di una donna che ha perso la vita per la verità; una donna capace di spezzare i vincoli dell’omertà, di liberarsi dalle catene di una famiglia di ‘ndrangheta, in nome della libertà sua e della figlia.
Denunciare una violenza subita è un atto che richiede tanto coraggio per affrontare lucidamente un dramma così grande e uscire dal cono d’ombra in cui questi reati confinano chi li subisce.
Le alunne e gli alunni hanno dimostrato una partecipazione attenta, disciplinata e matura. In molti, attraverso personali contributi, realizzati in formato video con il coinvolgimento di diverse arti, dalla poesia alla danza, dalla pittura al teatro, hanno dimostrato la loro sensibilità al tema affrontato e nel contempo la fiducia nel cambiamento. Con la loro creatività le nostre ragazze e i nostri ragazzi hanno reso possibile la realizzazione dell’iniziativa, impegnandosi per diffondere una cultura della nonviolenza e di genere, nel rispetto dell’altro e contro pregiudizi e discriminazioni.

Prof.ssa Rossana Barbagallo